Zerynthia cassandra 
di Marina Guglielmi

Con un volo lento, radente al suolo, la Zerynthia cassandra mostra i caratteristici disegni ondulati delle ali. Il nome di questa specie (della famiglia dei Papilionidae), tra le più delicate della fauna europea, rimanda alla mitologia greca e in particolare a Cassandra, una delle figlie di Priamo re di Troia, mostrata nel mito come una fanciulla bellissima. A descrivere questa specie nel 1828 fu un pittore appassionato di cultura classica, Carl Geyer, che affiancò l’entomologo Jacobs Hübner nella pubblicazione delle sue opere. Nonostante la vivace colorazione, questo lepidottero riesce a confondersi bene con la vegetazione rendendo difficile distinguerlo in volo. È una specie endemica dell’Italia meridionale, con distribuzione dal fiume Po alla Sicilia (Sardegna esclusa), mentre nel nord Italia troviamo Zerynthia polyxena, quasi indistinguibile ma differenziata a livello dell’apparato genitale.

La Zerynthia cassandra è oligofaga (ovvero si nutre a spese di poche specie vegetali) e la sua presenza, ristretta a piccole colonie spesso distanti tra di loro, è strettamente legata a quella di alcune specie di piante del genere Aristolochia (famiglia Aristolochiaceae). Frequenta prati e radure dal livello del mare fino a circa 1200 m di quota.

Si tratta di una specie tipicamente primaverile, con una sola generazione all'anno (supera l’inverno allo stadio di crisalide) e sfarfallamento in genere in aprile-maggio, periodo in cui depone le uova e conclude il proprio ciclo vitale. Le uova biancastre misurano meno di un millimetro e in genere vengono deposte singolarmente sulla pagina inferiore delle foglie delle Aristolochie, anche se in alcuni casi sulla pagina superiore. Il fatto che le uova vengano deposte una per ciascuna foglia permette al bruco, una volta nato, di non entrare in competizione con altri individui della stessa specie. Il bruco si nutre di piante tossiche (Aristolochia rotunda, A. pallida, A. clematis) e trasmette le tossine alla farfalla adulta che, per scoraggiare potenziali predatori, segnala questa tossicità attraverso i suoi colori aposematici (ammonitori).

Proprio il rapporto simbiotico con le piante nutrici, a cui è legato il futuro di Zerynthia cassandra, rende questa specie vulnerabile e ormai in regresso in gran parte dell’areale di distribuzione. A ciò si aggiunge la scarsa motilità degli adulti che tendono a restare legati al sito riproduttivo sfavorendo fenomeni di espansione/colonizzazione/ricolonizzazione. Altri fattori di minaccia sono la modifica o perdita di habitat, le trasformazioni dei prati-pascolo in monocolture di graminacee, l'uso di pesticidi nelle colture, la bruciatura delle stoppie e l'incremento di attività incompatibili con la conservazione della pianta alimentare.

Sebbene sia difficile da incontrare, le scarse capacità di volo (che avviene solo nelle ore più calde) rendono la Zerynthia cassandra un soggetto facile da fotografare. È molto stanziale e si muove quasi esclusivamente nello spazio che ha scelto, tra erbe come la Bugola (Ajuga reptans), l'Erba astrologa (Aristolochia rotunda) ed altre in fioritura ad aprile-maggio. Nonostante la Zerynthia cassandra si lasci fotografare a distanze molto ravvicinate è sempre importante ricordare di muoversi con cautela per limitare il disturbo.